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Rinnovamento Popolare in Comune

Dichiarazione di emergenza climatica ed ambientale

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 Nel Consiglio Comunale di venerdì 28 giugno è stata approvata all'unanimità, dopo un integrazione al testo da parte della minoranza, la Mozione proposta da Rinnovamento Popolare su l'emergenza climatica e ambientale.

Questo il testo approvato:

 DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA E AMBIENTALE.

 IL CONSIGLIO COMUNALE

 

PREMESSO CHE

 

  • I giorni 15 marzo e 24 maggio scorsi si sono tenute le due edizioni dello Sciopero Globale per il Futuro, giornate di mobilitazione mondiale contro i cambiamenti climatici, promosse dal movimento Fridays For Future, che hanno visto milioni di persone sfilare nelle città di tutto il mondo;
  • I Governi non hanno fatto e non fanno abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici in corso, mentre questi dovrebbero essere la priorità dell’agenda politica delle Istituzioni che governano i Paesi;
  • Per riconvertire la nostra economia in un’economia giusta, che metta al centro le tematiche ambientali e lo sviluppo sostenibile, occorre che ci sia, prima di tutto, consapevolezza e conoscenza, e poi il coinvolgimento di tutti;
  • I Governi centrali e locali dovranno fare seriamente la loro parte e i cittadini altrettanto; la questione ambientale deve essere la prima azione politica nell’agenda dei Governi;
  • Ogni cittadino deve accettare di modificare alcune abitudini, di abbandonare azioni e comportamenti in modo che il rispetto dell’ambiente diventi essenziale, poiché i cambiamenti climatici, se non debitamente affrontati, porteranno ad un pianeta ostile per le specie vegetali e animali, umani inclusi;
  • Dobbiamo attenerci al concetto di Giustizia Climatica, partendo dal paradosso che i Paesi più colpiti da catastrofi ambientali sono quelli poveri e capire che anche i flussi dei popoli sono dovuti a questi fenomeni e che il caos climatico incide direttamente sul diritto alla vita;
  • Occorre che Governi e Imprese intraprendano politiche radicali per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, anche tutelando i lavoratori e i soggetti deboli della società; inoltre occorre che gli stessi si impegnino ad arrestare lo sfruttamento delle risorse oltre i limiti naturali di rigenerazione e ad arrivare urgentemente alla completa decarbonizzazione delle fonti di energia a favore di quelle rinnovabili.

 

CONSIDERATO CHE

  • L'Accordo di Parigi del 2015 sul clima (COP21), sottoscritto da 192 Nazioni tra cui l'Italia, impegna gli Enti Territoriali a porre in essere tutte le misure per contrastare il surriscaldamento del Pianeta e in particolare a:

1) intensificare i loro sforzi e sostenere le iniziative volte a ridurre le emissioni;

2) costruire resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti negativi dei cambiamenti climatici;

  • Senza azioni immediate, concrete e risolutive, le emissioni di C02 e degli altri gas provocheranno un aumento della temperatura globale superiore ai 3 gradi centigradi entro il 2100, con effetti devastanti sull'ecosistema terrestre e sulla specie umana;

VISTO

  • L'ultimo rapporto dell'IPCC (lntergovernment Panel of Climate Change) secondo cui l'umanità ha tempo solo fino al 2030 per limitare l'incremento - pur sempre dannoso - di temperatura a 1,5 gradi, ed evitare danni irreversibili al pianeta;
  • Che ogni decimo di grado fa la differenza, perché gli effetti del riscaldamento globale non sono lineari;
  • Che tre gradi di riscaldamento medio significano, secondo varie previsioni, il collasso delle foreste pluviali e una desertificazione galoppante; significano distruzione di terre coltivabili poichè il flusso dei fiumi potrebbe crollare, annientando l’agricoltura di regioni estremamente popolate;
  • Che, per limitare l'aumento della temperatura a 1,5 gradi, è necessaria una riduzione delle nostre emissioni molto maggiore a quella oggi prevista (meno 45% di emissioni di C02 al 2030 e zero emissioni al 2050);
  • Che l’ONU ha lanciato un allarme il 6 maggio 2019, segnalando un declino ecologico senza precedenti, in cui un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione, per colpa dello sfruttamento di terra e mare, di piante e animali e dei cambiamenti climatici;
  • Che il dovere morale dello Stato e di tutte le I stituzioni locali è di rispettare il patto intergenerazionale che ci impone di lasciare alle generazioni future un pianeta vivibile;

 

IMPEGNA IL SINDACO

A dichiarare lo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale

E IMPEGNA LA GIUNTA

A predisporre nel corso del suo mandato iniziative che vadano nella direzione delle considerazioni fatte sopra, in particolare per la riduzione delle emissioni e per l'introduzione di energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della Pianificazione Urbana, nella Mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando ulteriormente il progetto di Riforestazione Urbana già in atto, di ridurre la produzione di rifiuti prediligendo il riuso ed il riciclo*.

INOLTRE, IL SINDACO, LA GIUNTA E IL CONSIGLIO SI IMPEGNANO

  • A considerare la lotta al cambiamento climatico e la transizione ad un’economia sostenibile come priorità assoluta dei prossimi 10 anni;
  • A intensificare  il coinvolgimento  attivo  di  cittadini e  associazioni  nel  processo  di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione;
  • A farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi.

 

*In grassetto l'integrazione proposta dal Gruppo consiliare Insieme per Inveruno e Furato

 

 

Inveruno, 19-06-2019                                                               Il Capogruppo

                                                                                                         Giovanni Crespi