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Territorio e ambiente

Lo strano caso dell'Oasi dei Pescatori

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Anche nella gestione della vicenda dell’Oasi dei Pescatori, val la pena che ci rinfreschiamo la memoria per vedere se l’intera operazione sia stata condotta seguendo la logica del bene comune. Come molti di voi ricorderanno, il terreno dell’ex-depuratore era di proprietà del Consorzio per la Tutela Ambientale del Magentino, con cui il Comune aveva stipulato una convenzione ventennale che permetteva di usufruirne pagando solo 516 euro l’anno.

TAM aveva nel frattempo avviato la bonifica di metà dell’area ma, avendo speso tutti i soldi a disposizione, era riuscita a portarla solo in classe B (non adatta a farne un parco). Suggerimmo al Comune di lasciare l’area a TAM, vincolandola a verde attrezzato (cioè assicurandosi la destinazione finale), e lasciando l’onere della bonifica a chi aveva ricavato profitto dall’inquinamento dell’area.

Costo per la cittadinanza: nessuno.

Cos’ha fatto invece il Comune? Si è affrettato a comprare l’area (anno 2009), caricando così i cittadini del costo del terreno e dell’onere della bonifica. Tenete conto che all’epoca erano state raccolte 1.200 firme di cittadini contrari all’acquisto, e che Rinnovamento Popolare e Lega, cioè i rappresentanti del 60% della cittadinanza, avevano presentato in tal senso una mozione unitaria, che era stata ignorata.

Compensazione: l'esempio di Cernusco sul Naviglio

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Nel PGT ci sono scritti due semplici concetti: il primo consiste nel fatto che il piano va fatto sulla base dell’aumento EFFETTIVO degli abitanti, mentre il secondo afferma che prima di consumare nuovo terreno agricolo si deve DIMOSTRARE di non poter fare altrimenti.
Questi sono concetti che derivano dalle normative europee; negli altri Paesi li applicano da decenni, noi li scriviamo nei documenti e poi facciamo il contrario.
C’è un altro concetto che ci deriva dall’Europa: che il consumo di suolo agricolo è un danno fatto all’intera collettività, e deve essere adeguatamente compensato. La legge regionale lo contiene, ma lascia la libertà ai sindaci se applicarlo o no. E anche la libertà di stabilire i termini di questa compensazione.

Piano di Governo del Territorio

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Il Piano di Governo del Territorio, fatto per il bene di chi?

Iniziamo il ragionamento con pochi dati inconfutabili, che ciascun cittadino dovrebbe conoscere.

451 - Case inutilizzate tra sfitte e invendute
90.000 mq - Terreno ancora edificabile dal vecchio piano
2.000 - Nuovi abitanti che si potrebbero già sistemare
35 - Anni che Inveruno ha impiegato per aumentare di 1300 unità.

I dati ci dicono che, a meno di un’invasione da altri pianeti a tutt’oggi non preventivabile, abbiamo case e terreni che ci basteranno almeno per i prossimi quarant’anni. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. La Giunta in questi mesi non l’ha fatto.

Sulla base di questi dati reali, ha senso per la popolazione inverunese convertire anche solo un altro metro di terreno da agricolo a edificabile nei prossimi cinque anni? Ovviamente no. 

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